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La costa ebolitana: un sogno che deve diventare realtà

È troppo semplice e scontato dibattere, ancora, della riqualificazione  della fascia costiera quasi che questo intervento si dovesse realizzare sulla luna o su qualche pianeta contiguo.

Tale discussione ha caratterizzato il dibattito politico dagli anni 80 ad oggi.

E non si è ancora concluso non per divergenze di visioni ma per incuria e  per negligenza dei rappresentanti della politica nel corso degli anni.

Chi ha memoria certamente ricorda che negli anni 70/80 il nostro litorale era sostanzialmente composto da un piccolo raggruppamento di stabilimenti balneari su di un fazzoletto di arenile, alla fine del quale trovava posto una approssimativa baraccopoli/tendopoli per le famiglie numerose e, poi, sconfinate spiagge libere, spesso in compagnie delle sole onde che lì terminavano il loro infrangersi. In molti raggiungevano il cosiddetto “Campolongo” con qualche torpedone, pieno zeppo di persone, impregnato delle migliori ed esclusive  essenze di parfum.

Si cominciavano, quindi, ad affacciare le prime timide proposte che riguardavano il nostro litorale.

Ma quella che avviò concretamente un dibattito fu la proposta di realizzare un porto canale.

In verità, la città non era pronta a recepire una simile proposta ed allora emersero più divergenze ideologiche che non una sana e lungimirante discussione sulla validità della proposta stessa; si pensò facilmente ad una speculazione, andando alla ricerca di presunti beneficiari della speculazione.

L’idea fallì prima che si potesse almeno guardare una linea, un disegno, il luogo deputato.

Peccato!  Giunsero, poi, le demolizioni delle case abusive, realizzate in sfregio a tutto e a tutti.

Fu un intervento storico, difficile, forse pericoloso, ma fu realizzato e vanno ringraziati i protagonisti politici ed istituzionali di quella scelta coraggiosa. Peccato che a quella bonifica non è seguito nessuna ipotesi di reale sviluppo turistico che potesse avviare una diversa stagione, assegnando nuove funzioni a quella zona.

Nel frattempo che si continuava a dibattere, ma solo a dibattere, qualche mente più lesta ha individuato quella zona come ideale per lo svolgimento di alcune attività illegali, remunerative per pochi: insediamento di comunità straniere senza alcuna forma di controllo, prostituzione di tutte le tipologie, attività illegali.

Tutto questo benchè altri coraggiosi hanno deciso di investire attraverso la realizzazione di stabilimenti balneari di qualità per tentare una riappropriazione di una funzione balneare di quei luoghi, smarrita e mai ritrovata.

Tutto questo sempre in compagnia della perenne discussione sterile e inconcludente della politica locale.

Chi scrive, rappresenta il Distretto Turistico”Sele-Picentini” più conosciuto come “Selecoast” composto da operatori di Pontecagnano Faiano, Battipaglia ed Eboli che unitamente al Distretto Turistico di Salerno, ha avviato  un partenariato pubblico- privato con una visione di costa vasta proponendo alle sei amministrazioni aderenti al partenariato (Salerno-Pontecagnano Faiano-Battipaglia-Eboli-Capaccio Paestum-Agropoli) una idea progettuale complessiva, contenuta in un Masterplan che riguarda i 50 km di litorale. Solo a titolo esemplificativo e certamente non esaustivo indichiamo due ipotesi progettuali proposti per la costa ebolitana:

1) il più grande villaggio turistico italiano interforze, in luogo dei proiettili a mare che vengono sparati al poligono di tiro di Foce Sele. Superfluo dire che si tratta di un progetto eco-compatibile, da condividere con le Forze Armate, facendo rilevare che quel luogo è più giusto restituirlo ad una funzione turistica che non ad allenamenti balistici. Una iniziativa che garantirebbe, per la tipologia dei turisti, anche il tema della legalità e della sicurezza in quella parte di territorio;

2) Un Parco Avventura, unico in Campania, da realizzare nel posto prescelto per queste iniziative, ad alta valenza ambientale, ovvero in area pinetata, salvaguardando la vita della flora. Un progetto teso ad accogliere famiglie, scuole e comunità varie con la creazione di posti di lavoro ed economia diffusa.

È solo un modesto contributo che abbiamo voluto fornire a questa bella iniziativa di piattaforma programmatica di partecipazione orizzontale di Eboli Futura.  

Il sistema dei servizi sociali e la sua governance. La gestione associata dei servizi.

Alcune idee per il programma su Eboli