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La modernizzazione della gestione dei tributi locali

Il tema dei tributi locali rappresenta certamente uno degli argomenti più “scottanti” sia per chi amministra, costretto a dover far quadrare i conti, sia per il cittadino che tenta di ”sfuggire” poiché percepisce in maniera sempre più evidente l’inefficienza dei servizi che dovrebbe ricevere.

Di fronte allo sviluppo dell’autonomia finanziaria che ha contraddistinto l’ente comunale nel corso dell’ultimo trentennio  ed il conseguente ridimensionamento della finanza derivata, l’argomento TRIBUTI LOCALI, non può lasciare indifferente nessuno e neppure noi che vogliamo immaginare Eboli, il suo futuro ma soprattutto il suo sviluppo economico, sociale ed ambientale.

L’obiettivo di eliminare le sacche di evasione e di elusione hanno spinto nel corso del tempo ad adottare misure diverse come la definizione agevolata dei tributi locali o l’esternalizzazione dei servizi, che se da un lato hanno “arricchito” le casse dell’ente nel breve periodo, dall’altro hanno reso le stesse inefficaci ed inefficienti nel medio/lungo periodo.

Scegliere come gestire la riscossione dei tributi locali richiede tre ingredienti : una politica attenta e consapevole dell’importanza dei tributi locali; un personale adeguato, sia in termini di dotazione che in termini di professionalità; il coinvolgimento della cittadinanza.

La gestione interna dei tributi è considerata la più efficiente, efficace ed economica ma si rivela  spesso inadeguata a causa di carenza di risorse umane.

Ciò non toglie la possibilità di immaginare modelli organizzativi che possano derivare da unioni o convenzioni tra comuni che consentirebbero di superare i limiti interni di ciascun ente.

Oggi un aiuto importante può pervenire dall’uso delle tecnologie che, però, necessitano di una visione strategica, di un’analisi puntuale dei processi, di una corretta informazione georeferenziata, di una agile interconnessione tra basi informative diverse.

Sebbene i dati in tema di servizi pubblici digitali, messi in campo negli ultimi anni a livello nazionale, iniziano a produrre i loro effetti solo ora, l’ente locale non potrà esimersi da avviare strategie per la costruzione di servizi dei tributi sempre più semplici ed efficaci coinvolgendo innanzitutto cittadini ed imprese che saranno oltre che fruitori anche co-protagonisti del processo di innovazione.

Il ripensamento dei servizi della gestione dei tributi locali deve partire dai bisogni del cittadino ma, necessita anche, del profondo cambiamento con il quale la PA approccia al mercato.

I cittadini dovranno poter scegliere di utilizzare servizi on line che consentiranno loro di ottenere vantaggi concreti nella vita di tutti i giorni e di utilizzarli in maniera agevole ed inclusiva.

Migliorare la gestione delle entrate renderà possibile la corrispondenza tra entrate previste ed entrate effettive oggi, molto spesso, causa di redazioni di bilanci non veritieri che nascondono dei “buchi” nei conti pubblici.

L’argomento trattato è complesso e molto spesso difficile anche da semplificare, ciò non toglie che la modernizzazione della macchina amministrativa deve passare da una nuova governance che partendo dai fattori esterni, come la diffusione delle tecnologie, e passando da processi di formazione deve  migliorare la gestione dei servizi e quindi la percezione del cittadino.

Tutto ciò non potrà prescindere dai cambiamenti introdotti dal legislatore nazionale.

E’ un esempio l’ultima Legge di bilancio per il 2019 che ha introdotto diverse novità in materia dei tributi locali ma, la stessa, manca della proroga per il blocco delle aliquote e delle tariffe dei tributi locali.

“Fortunatamente” se da un lato il mancato blocco preoccupa per l’eventuale aumento della pressione fiscale, è anche vero che molti enti locali, come Eboli, hanno già esaurito tutta la leva fiscale.

In ogni caso sarà interessante analizzare i dati dei bilanci consuntivi per effetto dell’estensione del regime forfettario, introdotto dalla legge di stabilità 2015 ed oggi esteso alla soglia dei compensi fino a 65.000, in termini di perdita di gettito sulle entrate degli enti locali.

Questo spingerà ciascun ente ad attivarsi per avviare meccanismi virtuosi di riscossione dei tributi locali per garantire servizi di qualità. Un buon inizio potrebbe essere adottare il progetto IO per la trasformazione digitale che cambierà completamente l’approccio ai servizi pubblici.

Con App IO, infatti, nasce una alleanza tra Stato e cittadino, già in fase di sperimentazione presso alcuni comuni italiani, per introdurre un nuovo modello di erogazione dei servizi pubblici che consentirà al cittadino di usare una unica applicazione in grado di rispondere alle sue esigenze e, permetterà alle amministrazioni di poter contattare il contribuente avvisando quando compiere delle azioni o per inviargli il riepilogo di informazioni e documenti di suo interesse.








Comunicato stampa – n. 1 del 29 maggio 2019

Igino Ugo Tarchetti: uno “scapigliato” in carrozza tra Eboli e Potenza.