in

Per una pianificazione strategica territoriale basata sul paradigma dell’economia circolare e della tecnologia digitale

Una smart city è una città che usa le tecnologie di ultima generazione per migliorare le condizioni di sostenibilità economica, sociale ed ambientale, formando una nuova cultura del cambiamento basato sul forte senso di appartenenza, ma anche sulla voglia di integrarsi con altre culture ed organizzazioni che condividono gli stessi principi etici e morali.

La smart city impone l’adozione di un modello socio economico interoperabile capace di riattivare i processi di sviluppo della micro economia; in cui sindaci, operatori economici e stakeholders locali devono condividere visioni per pianificare le strategie di sviluppo territoriali.

La smart city impone una visione glocale, in cui globalità e locale si fondono e creano un ecosistema di servizi integrati ad alto valore aggiunto.

Gli obiettivi strategici a cui una visione di Eboli smart city deve ambire sono:

  • inclusione sociale: attuare i processi di inclusione sociale per combattere la povertà e ogni tipo di discriminazione;
  • istruzione e formazione: formare le competenze attraverso un percorso di apprendimento permanente;
  • occupazione: introdurre le risorse umane nel mondo del lavoro, anche avviando nuovi percorsi imprenditoriali;
  • accesso ai servizi pubblici: favorire il rapporto tra la Pubblica Amministrazione ed i cittadini che devono cooperare in modo semplice e funzionale;
  • accesso alle utilities: diritto di accesso ad Internet, acqua potabile, ed energia elettrica e favorire lo sviluppo rurale;
  • sviluppo: riattivare i processi di sviluppo del micro territorio ricostruendo intere filiere produttive e distributive;
  • salvaguardia dell’ambiente: creare delle condizioni eco-sostenibili dal punto di vista ambientale, come la gestione integrata dei rifiuti;
  • migliorare gli stili di vita e le condizioni sanitarie: abbattere il numero delle malattie infettive o quelle derivanti dalle scarse condizioni igienico sanitarie.

Oggi le città si trovano ad affrontare le sfide del futuro in modo frammentario, con servizi separati “a silos” che non hanno nessuna interazione e integrazione orizzontale, con una scarsissima capacità finanziaria ed una burocrazia che rende impossibile cooperare con il tessuto produttivo del proprio territorio.

Di conseguenza, molti progetti sono costruiti per risolvere un singolo problema in un singolo servizio, creando “isole di automazione” che duplicano le spese rendendo difficile la condivisione di sistemi o dati.

Costruire una città intelligente richiede una visione a livello di sistema integrato ed interoperabile e con un approccio olistico e quantistico delle reti di relazioni e di conoscenze.

La necessità di sviluppare un modello operativo per le città, incentrato sulle esigenze dei cittadini e delle imprese e non solo sulla struttura organizzativa della città, è alla base di un qualsiasi processo di sviluppo che pretende di integrare le innovazioni tecnologiche ed i processi di sviluppo basati sul nuovo paradigma della New Economy.

A tal fine la raccolta dei dati per definire una pianificazione strategica territoriale basata su un maturity model – ovvero un approccio finalizzato al miglioramento dei processi il cui obiettivo è di aiutare un’organizzazione a migliorare le sue prestazioni – è fondamentale.

Per questo è necessario:

– creare una nuova cultura del cambiamento e dello sviluppo eco-sostenibile attraverso progetti culturali che sono alla base di un qualsiasi processo di sviluppo;

– connettere ad un unico sistema intelligente tutti i cittadini e gli oggetti che partecipano indirettamente alla loro vita sociale, mantenendo la proprietà dei dati ed imparando a valorizzarli;

– favorire lo sviluppo di strutture di coordinamento che facilitano l’accesso alla finanza e che reinvestono nel proprio territorio con operazioni di micro-credito;

– stabilire processi di governance degli stakeholder per supportarli nella gestione del cambiamento;

– applicare un modello che favorisca l’economia locale che si oppone alla globalizzazione, sostenendo ad esempio la produzione locale e il consumo locale di beni;

– applicare un modello capace di ricostruire intere filiere produttive e distributive a livello intercomunale, interregionale ed internazionale.

Le città intelligenti devono trovare modi efficaci per riattivare lo sviluppo micro-economico coinvolgendo il sistema produttivo locale.

Questo presuppone la necessità di stabilire un sistema di leadership e governance che garantisca chiari obiettivi di responsabilità, team capaci di coordinare l’intero ecosistema produttivo locale con competenze diversificate e specializzate,  un processo di governance aperto e trasparente.

Alcune idee per il programma su Eboli

«Turismo, centro storico e rilancio dell’agricoltura».Intervista a Gerardo Rosania.