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Una Città ferma anche nello sviluppo industriale.

La Città di Eboli si sta perdendo, sta disfacendosi lentamente.

Sono parole forti, ma quali altre si potrebbero usare per dire come stanno realmente le cose?

La routine in cui sembriamo adagiati e la nuvola di anestetico che ci avvolge ci stanno facendo dimenticare la grande identità che ha sempre caratterizzato i nostri luoghi.

La paralisi evidente è lo specchio di tutti i nostri errori passati così come delle nostre debolezze e incapacità presenti, il problema non è solo la crisi economica che rappresenta l’aspetto più evidente e misurabile, si tratta in realtà di qualcosa di più vasto e profondo.

Del sistema politico della nostra città è inutile parlare perché ormai è stato detto tutto centinaia di volte, i risultati si vedono, sono sotto gli occhi di tutti i cittadini.

Quasi tutte le peculiarità della nostra Città (strade, uffici, illuminazione, scuole, zona industriale etc.) sono logorate e insufficienti, in taluni casi cadono a pezzi, ma naturalmente siamo ormai rassegnati all’idea che le cose non possano che andare così dal momento che nessuno ormai prova a farle andare diversamente.

Eboli è ferma alla metà degli anni ’90, allora c’era un modello, non tocca a noi stabilire se giusto o sbagliato, ma da allora nessuno è riuscito ad immaginare quale altro potesse prendere il suo posto. Eboli è una Città dove si parla al passato, nessuno analizza il presente, tantomeno produce idee e visioni per il futuro.

Un Sindaco e un Amministrazione eletti a furor di popolo hanno clamorosamente fallito, tutti ricordano che si erano impegnati a “cambiare la Città”, invece, fin da subito hanno rinunciato alla competenza per rifugiarsi nel populismo più sfrenato e in azioni prive di strategia e vuote di contenuti specifici.

Parlare di sviluppo industriale significa anzitutto avere visione di un’idea di sviluppo che non può che essere integrato, capace di mobilitare tutte le energie di questo territorio, potenzialmente tra quelli con le maggiori prospettive di sviluppo in Italia.

Vuol dire industria e ambiente, servizi e pubblica amministrazione, cultura e turismo, difesa di una forte identità e proiezione verso la globalità del Sud Italia e del Mediterraneo.

Uno sviluppo industriale è ancora possibile se appunto integrato, occorre smentire chi vorrebbe assegnare al Sud Italia uno sviluppo parziale, limitato ad alcune direttrici, e chi racconta la fandonia di una particolare vocazione meridionale solo alla cultura e ad una concezione generale che finisce sempre per coincidere con l’immobilismo.

L’ecocompatibilità di ogni forma di investimento oggi è una certezza, non una bandiera da sventolare.

Lo sviluppo o è integrato o non è sviluppo, la Città di Eboli ha una grande occasione, ha un’area industriale totalmente urbanizzata a ridosso di una delle direttrici autostradali più importanti, una rappresentanza politica degna non può non comprendere questo.

Andando nel concreto, non solo occorre migliorare lo stato attuale della zona industriale ma, quanto prima e per non perdere ulteriori occasioni, bisogna procedere con l’ampliamento dell’area industriale verso valle a confine con la Località Prato per attrarre sul territorio – definendo la normativa urbanistica e amministrativa – uno o più grandi investimenti.

Bisogna predisporre un progetto “Eboli – Zona Industriale”, caratterizzato da aree disponibili, costi sostenibili, impianto normativo snello e certo (quanto accaduto nell’ex Area P.I.P. non è replicabile), idoneo ad essere portato sul tavolo di Enti, Associazione degli Industriali, Grandi Gruppi industriali.

Occorre introdurre nuove infrastrutture, a partire da uno svincolo autostradale dedicato, che possano rispondere alla nuova caratterizzazione di “interporto” dell’attuale Area, oggi interessata soprattutto dall’insediamento di piattaforme logistiche.

La realizzazione del nuovo svincolo sarebbe a servizio non solo del sopra citato “interporto” ma anche dell’Area ASI di Battipaglia e dello STIR (ex CDR) e non andrebbe in contrasto con l’attuale, oggi una sorta di giungla stradale dove tutto è consentito.

Inoltre, tale realizzazione certamente porterebbe alla riqualificazione della SP 195 e della SP 204, le strada che i cittadini ebolitani percorrono per raggiungere il litorale, e alla riqualificazione delle aree di cava dismesse, alcune delle quali in passato utilizzate quali siti per discarica.

La Città di Eboli merita questo, la paralisi deve finire.

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